baphoemt

Baphomet, la didascalia

Il simbolo del Baphomet ha radici antiche; viene solitamente individuata la sua genesi come idolo templare, uno dei motivi addotti come capi di imputazione nel processo che l'ordine monastico religioso subì ad opera di Luigi il Bello.

Quello riprodotto qui in scriptorium è il modello pubblicato da Eliphas Levì in Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56).
In questo libro, la summa delle conoscenze dell'autore sull'esoterismo antico e moderno, il Bafometto veniva rappresentato nell'introduzione e riportava una nota dello stesso autore che dimostra incontrovertibilmente come nelle intenzioni dello stesso Levì, il caprone alato non volesse rappresentare una "imago diaboli" (immagine diabolica).

La didascalia di Eliphas Levì al Baphomet


La capra sul frontespizio porta il segno del pentagramma sulla fronte, con una punta in alto, simbolo di luce, le sue due mani che formano il segno dell’ermetismo, quella rivolta verso l’alto verso la luna bianca di Chesed, l’altra verso il basso in direzione di quella nera di Geburah. Questo segno esprime la perfetta armonia della misericordia con la giustizia. Un suo braccio è femminile, l’altro è maschile come quelli dell’androgino di Khunrath, attributi che abbiamo dovuto unire con quelli del nostro caprone perché è uno e lo stesso simbolo. La fiamma di intelligenza brillante tra le corna è la luce magica dell’equilibrio universale, l’immagine dell’anima elevata sopra la materia, come la fiamma, pur essendo legato alla materia, brilla sopra di essa. L’orrenda testa della bestia esprime l’orrore del peccatore, che agendo materialmente, è l’unico responsabile che dovrà sopportare la punizione, perché l’anima è insensibile secondo la sua natura e può solo soffrire nel momento in cui si materializza. L’asta eretta in piedi al posto dei genitali simboleggia la vita eterna, il corpo ricoperto di squame l’acqua, il semicerchio sopra l’atmosfera. L’umanità è rappresentata dai due seni e dalle braccia androgine di questa sfinge delle scienze occulte

Eliphas Levì Dogme et Rituel de la Haute Magie (Parigi 1855-56)

Le repliche dello scriptorium