Stefano Gelao di Scritto a Mano - scriptorium amanuense

Stefano Gelao - chi sono

Astronomo, filosofo eccellente. Musico, spadaccino, rimatore, Del ciel viaggiatore, Gran maestro di tic-tac. Amante – non per sé- molto eloquente
Sono Stefano Gelao e fin da bambino volevo copiare le mappe pirata; ero con il pennino in mano prima di imparare a scrivere con le biro.
Ero ambidestro, scrivevo a due mani, poi a scuola ho avuto la stranissima esperienza di venire forzato mancino.
La stessa maestra che mi portò a scrivere con la sinistra era quella che mi diceva: "Sei mancino; non scriverai MAI bene". Cosa che fa il paio con il mio professore delle medie: "Tu da grande, se vorrai, potrai diventare un buon critico d'arte: si vede che l'arte la sai guardare, la analizzi; ma non prendere mai una matita in mano, perché sei cane, Cane, CANE!" (sì, me lo sono sentito ripetere per tre volte).
E tutto questo ben si accosta con il Maestro calligrafo che qualche anno dopo, quando andai a chiedergli di insegnarmi, mi disse a brutto muso: "Vuoi fare l'amanuense? Impara a scrivere con la destra" Fatto sta che a me scrivere piaceva molto e la scrittura antica da "pennino e calamaio", mi piaceva ancora di più (tanto che a quel maestro calligrafo io risposi: Piuttosto ribalto il mondo, ma la calligrafia non la mollo!").
Nel frattempo ho frequentato studi classici e lavorato anni nel campo della grafica, del design e della programmazione, anche perché sembrava che quello di fare l'amanuense non fosse proprio un buon piano: già Gutenberg secoli fa aveva minato seriamente la redditività della professione, e tutte le persone che reputavo "qualificate" si sperticavano nello sconsigliarmela. Tuttavia per me ogni scusa era buona, ogni momento in cui tenevo una penna le mie lettere cercavano l'armonia e la grazia, la mia mano si è sempre esercitata più o meno bene a far calligrafia.
Una passione vera però, prima o poi esplode, e prende possesso della vita di chi la prova. E non conta nulla avere un buon lavoro, con un contratto a tempo indeterminato in una software house in crescita. Nel mio caso sono state tante cose: Pompei che cadeva a pezzi, i ragazzi in nero dell'ISIS che saccheggiavano e distruggevano il museo di Baghdad, la fine di una relazione lunga una vita, anche la mia adorata cagnolina Java che moriva avvelenata in quegli stessi giorni. È stato quel senso di vuoto, l'idea che la mia vita "non mi calzasse e non mi rappresentasse", tutto questo ed altro ancora mi hanno portato a "ribaltare il tavolo" da programmatore e prendere la penna d'oca. Posso dire che in qualche modo la calligrafia mi ha "salvato la vita", o quantomeno mi ha salvato da una "morte in vita". Dopo aver lavorato a bottega e studiato con alcuni dei migliori calligrafi del mondo ho deciso di aprire il mio scriptorium amanuense, da dove preparare le pagine "strappate dal mio libro dei sogni" .

Ah, come ho risolto poi il problema dell'essere mancino? Beh, in maniera simile a come risposi a quel Maestro calligrafo tanti anni fa, anche se non era "il mondo" che dovevo ribaltare, bastava rovesciare il foglio: oggi scrivo con la pagina capovolta, così da invertire il "senso di marcia" della scrittura ed evitare di passare con la mano sull'inchiostro ancora fresco. Ed ecco che la magia si compie!

Stefano Gelao