Strumenti

Calamo

Il calamo viene intagliato nella parte superiore di una canna.
Per essere utilizzabile, la canna deve essere seccata. Questa operazione viene fatta mantenendola ad una temperatura costante (ad esempio in un letamaio) fintantoché non ha perso la propria umidità e si è indurita; di colore biancastro al momento della raccolta, diventa bruno-rossiccio, talvolta più chiaro, talvolta più scuro, e talvolta perfino nero, a seconda del tipo di canna.
Quando la canna è secca, viene intagliata ponendola sul palmo della mano e tagliandola obliquamente con un coltello fino a farle assumere la forma desiderata. L'estremità così ottenuta viene successivamente rifinita in funzione della larghezza della punta che si vuole ottenere. Infine, sull'estremità della punta viene fatta una fessura di qualche centimetro e si fa un intaglio obliquo usando un apposito strumento, una sorta di tavoletta di supporto (denominata makta presso gli Ottomani), in modo da ottenere un angolo di scrittura confacente alla mano dello scriba.
Il calamo viene ritagliato abbastanza spesso perché l'estremità della punta a contatto con la carta si consuma rapidamente.

Piuma d'oca

La piuma d'oca sostituì progressivamente il calamo in Occidente, tra il VI e il IX secolo, poiché permetteva di scrivere in maniera più fine sulla pergamena e in quanto la sua flessibilità permetteva di ottenere più facilmente pienezza e delicatezza nel tratto.
Ciascun uccello produce fino a cinque penne utilizzabili su ciascuna ala. L'asta della piuma è ricoperta di un grasso che impedisce che l'inchiostro possa aderirvi; per eliminarlo dalle estremità le aste vengono immerse nella cenere o nella sabbia calda. In seguito vengono raschiate con una lama dopodiché si lasciano ad invecchiare per un anno. Il taglio, ultima attività prima dell'uso, necessita di una conoscenza e di una abilità particolare, e si effettua con l'aiuto di un tagliapenna.

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